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Il diamante che recide lillusione
Per il testo completo e il commento si veda Tich Nhat Hanh, Il diamante
che recide l'illusione, Roma, Ubaldini, 1995.
Gatha di apertura
Come possiamo vincere la paura della nascita e della morte e divenire
indistruttibili come il diamante? In che direzione dobbiamo orientate
la nostra pratica per essere liberi da migliaia di illusioni? Se la
mente risvegliata mostra la sua compassione e apre davanti a noi lo
scrigno del tesoro, allora potremo portare nelle nostre vite i meravigliosi
insegnamenti del diamante.
Discorso
Questo è quanto ho udito una volta che il Buddha dimorava nel
monastero del parco di Anathapindika, nel boschetto di Jeta, vicino
alla città di Sravasti, con una comunità di milleduecentocinquanta
bhiksu.
Quel giorno, al momento della raccolta delle offerte, il Buddha indossò
il suo sanghati e, con la ciotola tra le mani, si reco nella città
di Sravasti per mendicare il cibo, andando di casa in casa. Terminata
la questua, tornò al monastero per consumare il pasto di mezzogiorno.
Ripose il sanghati e la ciotola, si lavò i piedi, sistemò
il cuscino e si sedette.
A quel punto il Venerabile Subhuti si alzò, scoprì la
spalla destra, pose un ginocchio a terra e, giungendo le mani in segno
di rispetto, disse al Buddha: "Onorato dal mondo, è raro
trovare una persona del tuo valore. Tu sostieni sempre i bodhisattva
e mostri grande fiducia nei loro confronti.
"Onorato dal mondo, se donne e uomini di sani principi volessero
generare la più pura e realizzata mente del risveglio, su che
cosa dovrebbero basarsi e cosa dovrebbero fare per padroneggiare la
loro mente?"
Il Buddha disse a Subhuti: "Ecco come i bodhisattva mahasattva
padroneggiano la loro mente: 'Per quante infinite specie di esseri
viventi esistano, sia nati da uova, che dallutero materno, dallumidità
o spontaneamente; sia che abbiano una forma, sia che non abbiano una
forma; sia che abbiano percezioni, sia che non abbiano percezioni;
o per quanto si dica che abbiano percezioni o che non abbiano percezioni,
dobbiamo condurre tutti questi esseri al Nirvana, così che
raggiungano la liberazione. E quando questo incalcolabile, incommensurabile,
infinito numero di esseri avrà raggiunto la liberazione, noi
non penseremo, in realtà, che un solo essere sia stato liberato'.
"Perché è così? Subhuti, se un bodhisattva
resta attaccato allidea dellesistenza di un sé,
di una persona, di un essere vivente e della durata di una vita, quella
persona non è un autentico bodhisattva.
"Inoltre, Subhuti, quando un bodhisattva pratica la generosità,
per praticare la generosità non si basa su forma, suono, odore,
gusto, tatto o dharma. Questo, Subhuti, è lo spirito con il
quale un bodhisattva pratica la generosità, egli non si basa
sui segni. Perché? Se un bodhisattva pratica la generosità
senza basarsi sui segni, i meriti di tale virtù non possono
essere concepiti né misurati.
"Subhuti, se un bodhisattva, quando pratica la generosità,
non si basa su alcun concetto, la felicità che deriva da tale
atto virtuoso è grande come lo spazio, non può essere
misurata. Subhuti, i bodhisattva dovrebbero lasciare che la loro mente
dimori negli insegnamenti che ho appena dato.
Il Venerabile Subhuti disse al Buddha: "Nei tempi a venire, ci
saranno ancora persone che, ascoltando questi insegnamenti, avranno
davvero fede e fiducia in essi?"
Il Buddha rispose: "Non dire così, Subhuti. Cinquecento
anni dopo la morte del Tathagata, ci saranno ancora persone che assaporeranno
la gioia e la felicità che derivano dallosservare gli
addestramenti alla consapevolezza. Nellascoltare queste parole,
quelle persone avranno fede e fiducia che questa è la verità.
Sappi che quelle persone avranno seminato bene non soltanto durante
la vita di un Buddha o anche di due, tre, quattro o cinque Buddha,
ma in realtà avranno piantato semi salutari durante la vita
di decine di migliaia di Buddha. Chiunque generi, anche per un solo
secondo, una fiducia pura e sincera nellascoltare queste parole
del Tathagata, sarà conosciuto e visto dal Tathagata e, grazie
a questa comprensione, otterrà una felicità incalcolabile.
Perché?
"Perché quella persona non è prigioniera dellidea
di un sé, di una persona, di un essere vivente e della durata
di una vita. Non è prigioniera dellidea di un dharma
o dellidea di un non dharma. Non è prigioniera della
nozione che questo è un segno e quello non è un segno.
Perché? Se si è prigionieri dellidea di un dharma,
si è ancora prigionieri dellidea di un sé, di
una persona, di un essere vivente e della durata di una vita. Se si
è prigionieri dellidea che i dharma non esistono, si
è ancora prigionieri del sé, di una persona, di un essere
vivente e della durata di una vita. Per tale motivo non dovremmo essere
catturati dai dharma o dall'idea che i dharma non esistono. Questo
è il significato più profondo quando il Tathagata afferma:
'Bhiksu, sappiate che tutti gli insegnamenti che vi offro sono una
zattera'. Tutti gli insegnamenti devono essere abbandonati, per non
parlare dei non insegnamenti".
Il Buddha disse: "Quindi, Subhuti, tutti i bodhisattva mahasattva
dovrebbero dare origine a unintenzione chiara e pura in questo
spirito. Nel dare origine a questa intenzione non dovrebbero basarsi
su forma, suono, odore, gusto, tatto o dharma e la loro mente non
dovrebbe dimorare in nessun luogo.
"Perciò, Subhuti, quando un bodhisattva genera l'incomparabile
mente del risveglio, deve abbandonare tutte le idee. Nel generare
quella mente non può basarsi su forma, suono, odore, gusto,
tatto o dharma. Può solo generare una mente che non sia prigioniera
di nulla.
"Subhuti, un bodhisattva che, per praticare la generosità,
dipende ancora dai concetti è simile a chi cammina nel buio.
Non vede niente. Al contrario, quando un bodhisattva non dipende dai
concetti per praticare la generosità, è simile a chi
ha buona vista e cammina sotto la luce splendente del sole. Può
distinguere ogni forma e colore.
Dopo aver ascoltato il Signore Buddha offrire questo discorso, il
Venerabile Subhuti, i bhiksu e le bhiksuni, uomini e donne laici,
dèi e asura, pieni di gioia e fiducia, iniziarono a mettere
in pratica gli insegnamenti.
Vajracchedika Prajnaparamita Sutra
Tripitaka Taisho riveduto 335
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