La soia: una miniera in cucina.
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La dieta vegetariana è stata per lungo tempo vista con sospetto poiché si riteneva a torto, che non desse un adeguato apporto di proteine. Ma il latte, lo yogurt, formaggi e latticini in genere, i legumi, forniscono proteine in quantità e qualità perfettamente adeguata all’alimentazione umana. E tra i legumi, la soia merita una considerazione particolare: infatti si presta ad un numero quasi infinito di preparazioni. In ciò sta il suo pregio, ed anche il suo limite: si incorre infatti nel rischio di fame un uso eccessivo. Come tutti i legumi, contiene una certa concentrazione di impurità (purine), di acidi urici, che consigliano di non abusarne. Inoltre, essendo riscaldante, andrebbe usata con maggiore moderazione in estate. Bisognerebbe evitare nella stessa giornata più cibi proteici o che contengono soia in varie forme, o riservarne l’uso un paio di giorni alla settimana. Gli alimenti proteici dovrebbero incidere per 1’8/10 % della nostra dieta.
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Attenzione: negli ultimi anni ha sempre più preso piede la
soia transgenica, che fino a prova contraria, è da ritenersi potenzialmente
dannosa per la salute umana. Scegliere pertanto solo soia di produzione
biologica o comunque esplicitamente non transgenica. La legislazione italiana
non prevede che sull’etichetta dei prodotti siano riportati quelli transgenici,
specie se sono al di sotto di una certa percentuale.
E poiché la soia (e specialmente la lecitina di soia, come addensante e
emulsionante) è usata in una miriade di prodotti industriali e confezionati, è doveroso porre una notevole attenzione in ciò che
acquistiamo.
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Fatto
questa doverosa premessa, non si può che elogiare la soia: le proteine che
fornisce, sono molto elevate come quantità (circa il 35%)
che come qualità: contengono tutti gli otto aminoacidi essenziali, che il
nostro organismo non è in grado di sintetizzare, inoltre, esse vengono
sfruttate ancora meglio nelle corrette combinazioni alimentari: 1 tazza di
farina integrale con 85 gr. di tofu ed un
cucchiaio e mezzo di tahin (burro di sesamo)
accrescono la percentuale di utilizzo di proteine del 42%; una tazza e mezzo di
riso integrale con 100 gr. di tofu si combinano
in modo tale da accrescere il totale di proteine del 32%. Ecco perché
viene sempre consigliato di abbinare i legumi con i cereali e con altre verdure.
La soia inoltre contiene fibre, facilitando
l’evacquazione, un basso apporto di calorie (250
gr. di tofu contengono solo 150 calorie), fornisce ferro, fosforo, potassio,
sodio, vitamine del gruppo B, colina e vitamina E;
non è presente colesterolo (grassi saturi), e può
quindi essere perfettamente tollerata anche da coloro che non possono (o non
vogliono, per scelta) usare latte animale o formaggi. Va inoltre ricordato che
la soia viene coltivata con eccellenti risultati anche nel nostro paese. I vari tipi di soia e derivati: La
soia gialla. E’ quella più facilmente
reperibile, sotto forma di fagiolo secco. E’ alla base della preparazione del
latte e del tofu. Viene usata anche come fagiolo, nelle minestre, piatti di
verdure. In ogni caso, è bene lasciarla in ammollo una notte. Non utilizzare
mai (come per tutti i legumi) l’acqua dell’ammollo.
E’ possibile cuocerla
nelle pentola a pressione per 30/35 min. (con un po’ di bicarbonato o un pezzo
di alga kombu) o per circa 4 ore in una pentola
tradizionale. Per ogni tazza di soia ammollata,
aggiungere ¾ tazze d’acqua. La
soia verde (azuki verdi). Sono i più digeribili e
facili da cuocere. Da essi si ottengono i germoli
(il metodo verrà trattato in un apposito paragrafo). Si possono utilizzare
crudi in insalate, oppure appena scottati, alla
cinese, in minestre, frittate, stufati. I fagioli sono invece usati per zuppe,
con il riso, piatti di verdura, crespelle, crocchette. La
soia rossa (azuchi rossi). Ricchi di amido, sono
indicati per la preparazione di purée, dolci o
salati, come base per creme e torte. Tempo di cottura nella pentola a pressione:
20/25 min. L’olio
di soia. Ottenuto dalla spremitura a dei semi, si ottiene un olio leggero, ricco
di grassi polinsaturi, ottimi per abbattere il
tasso di colesterolo. E’ consigliabile usarlo a freddo o scaldato a
temperatura moderata. Miso (macrobiotica) E’ un condimento,
usato per zuppe, minestre, creme salate Ottenuto
da ragioni di
soia, riso, orzo,
sale Acqua e un fermento, l’aspergillus oryzae Tempeh.
Ottenuto da fagioli
spezzati e lessati,
colonizzati da un
fungo, il rhizopus
La massa viene tagliata
a fettine e usata in
cubetti per insalate,
zuppe, riso, polpette, stufati, salse o spuntini Soia
ristrutturata Si
trova in commercio
sotto forma di granulato, spezzatino
e bistecche Deve
essere reidratata Se si
desidera correggerne il
sapore, conviene bollirla
per 10 min con verdure adatte ad un brodo vegetale
e salsa di soia, le bistecce
vanno assottigliate,
si possono rosolare in
olio di soia
(o meglio, di oliva)
con spezie (timo,
salvia, ginepro,
alloro, rosmarino) ed un battuto di
verdura per soffritto (carote, porro, sedano,
cipolla o un dado vegetale, di
cui verrà spiegata
la preparazione in
un apposito paragrafo) Poi
può essere consumata così o nelle ricette
preferite. Poichè subisce notevoli lavorazioni,
è bene non abusarne. Lecitina
di soia. Sotto forma
granulare, di sapore gradevole, viene
usata come integratore alimentare
e per ridurre il
tasso di colesterolo,
oltre che come addensante per salse. Si può consumare direttamente
o aggiungere a zuppe, minestre,
verdure. Latte
di soia. Si
può acquistare (in
questo caso spesso corretto con zucchero e sale) o preparare, con maggiore
soddisfazione in
questo caso Se si desidera
partire dai fagioli
di soia, metterli
a bagno la notte precedente Quando la soia si
e ammollata, sostituire
l’acqua aggiungerne due tazze di
calda in ragione di
una di fagioli
e frullare. Aggiungerne ancora altre due tazze e
fare cuocere per altri 5/10 min
poi filtrare e spremere con forza i
residui solidi
per utilizzare tutto
il liquido
Se il latte va consumato così, aggiungere
zucchero e sale per correggere il sapore.
Non buttare la parte solida rimasta
servirà per altre
gustose preparazioni
Se invece dei fagioli
si vuole partire
dalla farina, mescolarne una tazza,
facendola scendere a pioggia
in ¾ tazze
d’acqua bollente cuocendo per 5 minuti.
Filtrare e correggere. Formaggio
di soia (tofu).
Partendo dal latte, senza zucchero e sale, farlo sobbollire
per alcuni minuti,
aggiungere qualche pizzico
di sale marino integrale
(facoltativo), spegnere il
gas e cagliare con il
succo di un limone
per ogni litro/litro
e mezzo di latte. Versare lentamente il
succo, mescolando II liquido
dovrebbe cagliare immediatamente,
se continua a rimanere
torbido e necessario
aggiungere ancora un po’ di
limone. Lasciare
colare lentamente attraverso un canovaccio pulito.
Se si desidera sveltire
il lavoro, mettere il
fagottino in
un colapasta e sovrapporre un peso. Interrompere il
processo quando raggiunge
una consistenza cremosa
se si desidera usare
il tofu come base di
salse, lasciarlo più
a lungo, fino a che raggiunga una certa consistenza
se lo si consumerà come
formaggio o alla piastra.
Prima di cagliare
con il limone, si
possono aggiungere erbette aromatiche,
spezie o salsa di soia
per ottenere un tofu più saporito
e appetitoso. II formaggio
cosi ottenuto può
essere conservato per alcuni giorni
in frigorifero,
protetto da una pellicola trasparente, o nel modo
tradizionale, immerso
m acqua cambiata ogni
giorno. Okara.
E’ la fibra alimentare,
residuo della polpa di
soia filtrata, durante la preparazione
del latte di soia.
Può essere usata m numerose ricette,
nei ripieni,
nelle torte, nei biscotti,
polpette salate, impasti
(specialmente per il
pane), in crocchette, oppure per ottenere il
tempeh. E’ un alimento
prezioso, a causa dell’elevato contenuto di
proteine, utile per
stimolare la produzione
di latte (anche nelle donne che allattano). Farina di
soia. La farina di
soia che si trova
normalmente in commercio
e ottenuta dalla macinatura di
fagioli gialli
secchi, ricchi
ancora di grassi e di
proteine Se si possiede
una macina (anche manuale) si
può facilmente
ottenere anche in casa E’ possibile
miscelarla nella percentuale del
15/25 % di tutti i
preparati che richiedono
l’uso di farina
(pane, pizze, biscotti,
torte dolci e salate) a cui
volete dare un aroma particolare e che volete arricchire
di qualità
nutritive. Farina di
soia ristrutturata.
Partendo dall’okara (ciò
che rimane della soia
dopo aver ottenuto il latte), permette di
preparare una farina particolare
Prender l’okara, stenderla su una teglia
bassa e metterla in un forno (anche ventilato)
ad una tempetatura di
ca. 150° per 10/15 minuti,
fino a a quando si tosta ma senza bruciare
Passarla m una macina o mixer,
fino ad ottenere una farina di
grana media, dal
piacevole profumo di
nocciolina tostata.
Può essere impiegata
come la farina tradizionale,
o per preparare il burro di
soia. Ricette
a base di soia
Burro di soia.
Partendo dalla farina di
soia ristrutturata,
mescolarla con dell’olio di
soia, sale, gomasio
o tamari, fino a quando prenda la consistenza
del burro di sesamo (tahin).
Ottima su tartine,
per condire le insalate
(eventualmente mescolato con lo yogurt). Utile
anche per i dolci in
questo caso, ovviamente, non va salata. Una miscela
estremamente energetica (specialmente
quando si pratica
sport intenso d’inverno,
all’aperto), consiste nel miscelare
la farina con miele
liquido. Kinako.
(farina di soia
tostata). Tostare a fiamma bassissima
150 gr di farina
di soia gialla
secca, macinare bene Si
può usare per fare una minestra
sciogliere 6 cucchiai
di kinako
m un litro di brodo
vegetale, fare bollire per alcuni
minuti, aggiungere
un cucchiaio di
tamari e uno di erbe
aromatiche a piacere.
Burro di kinako
mescolare con olio, sale (gomasio)
o miele e usare come per il
burro di soia Maionese di
soia 1. Versare
del tofu di consistenza
morbida (oppure stemperato un un po’ di
olio di soia)
ottenuto da 250 gr di soia
nel recipiente apposito
Aggiungere a filo dell’olio
di soia e lavorare
con il mixer, come
per la maionese tradizionale
Quando ne avrà preso la consistenza,
correggere il sapore con sale integrale
o gomasio, il succo
di un piccolo limone,
ed eventualmente tamari e curry.
Ottima per accompagnare verdure cotte al
vapore (come asparagi, zucchine,
patate, carote), per guarnire pomodori,
ecc, o per preparare l’insalata
russa, procedendo come segue: cuocere per alcuni minuti
al vapore una patata (o una rapa bianca), una
carota, funghi cremini,
eventualmente alcuni pezzi
di asparagi o zucchine,
peperoni a strisce e
poco prima di
spegnere, alcuni germogli
di soia Lasciare
raffreddare e scolare, aggiungere 2/3 cucchiai
di piselli
conservati o cotti
al vapore, verdure sott’olio, capperi
e olive a piacere. Miscelare
con un po’ di tamari
e parte della maionese, livellare
e stendere poi uno strato di
maionese vegetale uniforme
sul preparato. Guarnire con verdure (seguendo il
proprio estro creativo) Maionese di
soia 2. La prima
ricetta fornita e
quella che più assomiglia
ad una maionese tradizionale,
tanto da poter venire scambiata
con essa Ha un unico difetto
la preparazione e un po’ lunga Se si
vuole preparare tutto m casa, e necessario prima
ottenere il latte, poi
il tofu ed infine la
maionese La ricetta
fornita ora e molto più
veloce, e partendo dal peso della soia secca il Salsa tartara vegetariana. Con la fantasia, queste ricette-base per la maionese possono avere mille varianti nella preparazione infatti, si possono aggiungere erbe aromatiche a piacere l’erba cipollina, il prezzemolo, il dragoncello, i capperi, le spezie, come l’assafetida, la curcuma, il curry, il pepe. La salsa ottenuta con la cipollina, il prezzemolo ed il curry si accompagna magnificamente con i piatti unici a base di cereali e legumi, con le verdure al vapore ed i piatti di riso. E’ anche possibile frullare delle verdure tenere e saporite, come per esempio i carciofini sott’olio, per ottenere salse delicate dal sapore particolare. Polpette (o crocchette) di soia. Ricetta base preparare una crema sciogliendo della farina di ceci con acqua, fino ad ottenere una consistenza cremosa, incorporare l’okara (la fibra di soia che rimane dopo la preparazione del latte) o il purè ottenuto cuocendo i fagioli gialli per 20/25 minuti nella pentola a pressione e frullati (vedi ricetta maionese n 2) Aggiungere gomasio o sale), tamari, peperoncino, timo, o altre spezie a piacere. Si possono arricchire aggiungendo verdure cotte al vapore (ottime carote, zucchine, luppolo, ortiche, ed in genere tutti gli avanzi, come il riso, che può essere incorporato con successo, come pure del tofu (o del panir) a dadini. Sono molto energizzanti quelle ottenute miscelando alla ricetta base un misto di legumi quali lenticchie, azuki, piselli ecc tritati grossolanamente e lasciati in ammollo per un paio d’ore Quando si è ottenuto rimpasto preferito, che deve risultare piuttosto denso, farne tante palline, appiattite con le mani e passate nel pane-pesto. Possono essere fritte fino a che non sono dorate nel’olio extra-vergine di oliva molto caldo (in modo che si formi una crosticina croccante m superficie che evita inoltre un eccessivo assorbimento di condimento, o come nella ricetta tradizionale indiana, fritte nel ghi (burro chiarificato) Per una cucina più leggera, possono essere cotte in un forno a 150/180° per alcuni minuti (la cottura e più rapida se il forno è ventilato).
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