La filosofia e cultura indiana

LE RADICI DEL PENSIERO FILOSOFICO
Michel Hulin
I SISTEMI FILOSOFICI DELL'INDIA
MÌMÀMSÀ -VEDANTA -SÀMKHYA
YOGA – VAISESICA - NYAYA


DOMANDA: Che cosa sono i darçana?
I darçana sono la filosofia dei bràhmani e costituiscono l'espressione filosofica della casta bràhmanica, al tempo stesso nella sua diversità apparente e nella sua unità profonda, ma per comprendere bene di che si tratta, forse è opportuno fare un breve richiamo storico. Riportiamoci un istante col pensiero a un'epoca situabile all'incirca verso l'inizio dell'era cristiana. A quell'epoca i movimenti religiosi, che si sono sviluppati intorno a un nucleo monastico, come il buddhismo e il jainismo, già da parecchi secoli hanno costruito grandi monasteri, con annesse scuole, hanno istituito regole di discussione e grazie ad esse hanno elaborato una terminologia tecnica, una concettualizzazione relativamente affinata.
Per contro, dal lato del bràhmanesimo, la situazione è caratterizzata dall'esistenza di una vasta letteratura, ma sempre essenzialmente religiosa: tutto il corpus vedico, da un lato, comprese le Upanishad e, dall'altro, la letteratura speculativa, che si innesta sulle grandi epopee, il Mahàbhàrata, in particolare, di cui la celebre Bhagavad Gìtà non è che un frammento, e altri testi ancora. In tutta questa letteratura noi troviamo naturalmente molti materiali per una possibile filosofia, cosmogonie, identificazioni mistiche tra il sacrificio, la persona e il cosmo, racconti di esperienze spirituali, miti soteriologici di ogni tipo, ma ciò che manca ancora è la concettualizzazione, la ricerca di una certa sistematicità, la produzione delle prove, sicché i bràhmani, a una certa epoca, hanno dovuto avvertire questa mancanza, e si può pensare che i darçana si sono formati sulla base dei sùtra - quei versetti mnemonici, che sono come i segnavia di una dottrina - e che si sono costituiti a una data che non è possibile fissare con troppa precisione, ma che per ciascuno di loro si colloca circa all'inizio dell'era cristiana.
 
DOMANDA: Come prendono forma i darçana?
La genesi dei darçana è assai singolare e rivelatrice. Bisogna dire innanzi tutto che il termine stesso darçana si può tradurre letteralmente con "modo di vedere" o "punto di vista". Dapprima i darçana sono dei punti di vista particolari sulla realtà, che, in quanto tali, non sembrano escludersi reciprocamente, ma piuttosto essere complementari. Ora, questa relazione di complementarità, che più tardi, in età classica, costituirà un problema, è propria dei darçana ai loro inizi, ciascuno dei quali sembra incominciare sotto il segno di una tecnica particolare.
Per fare un esempio di darçana, di cui parlerò piu' avanti, la mìmàmsà, che è una specie di esegesi del rituale, è cominciata appunto nel prolungamento delle esegesi vediche antiche, come un metodo sistematico per interpretare i testi vedici, piuttosto che affidarsi all'ispirazione individuale.
Un altro esempio è il Nyàya, letteralmente "metodo per dirigere il pensiero", che ha preso forma sotto le specie di una determinazione più precisa dei criteri ai quali ogni ragionamento doveva soddisfare per essere accettabile, cioè non comportare contraddizioni e produrre la persuasione negli uditori cui era destinato. E' evidente che il Nyàya all'origine non si spiega che nella prospettiva di dibattiti essenzialmente orali, che i bràhmani sempre più dovevano sostenere contro i rappresentanti di filosofie esterne al loro ordine, essenzialmente i buddhisti e i "jaina", di cui ho già detto che erano in vantaggio su di loro, da questo punto di vista.
Si potrebbero moltiplicare gli esempi: ogni volta ritroviamo lo stesso fenomeno. Allora l'evoluzione successiva è stata questa: muovendo da un inizio relativamente tecnico e specializzato, ogni darçana secondo una necessità iscritta nella cosa stessa, cioè secondo la naturale interconnessione di tutti i problemi della filosofia, ogni darçana dunque si è esteso molto al di là dei suoi interessi iniziali.
Per esempio il Nyàya non si è accontentato di restare una semplice logica, è diventato una teoria della conoscenza, una psicologia, perfino un'etica e la stessa evoluzione si è prodotta per ogni altro darçana. Dunque a poco a poco in un intervallo di due, tre o quattro secoli, i darçana sono diventati delle filosofie a pieno titolo e da quel momento era inevitabile che entrassero in conflitto gli uni con gli altri. La loro complementarità iniziale è stata un po' obnubilata ed entriamo con il V, VI e VII secolo, in quella che è considerata l'età d'oro del pensiero filosofico indiano, l'età in cui infuria il dibattito filosofico, da una parte dei darçana fra loro, dall'altra dei darçana che fanno fronte comune contro gli avversari esterni, buddhisti, "jaina" e scuole materialistiche. Ecco in prima approssimazione la linea evolutiva dei darçana, almeno nell'età classica.

 

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