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mudita yoga

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Mudra, mantra, meditazione

In questo periodo difficile, in cui a causa delle limitazioni imposte dalla diffusuine del corona virus e dall'impossibilità (temporaneaa) di continuare la pratica insieme nel nostro centro, abbiamo pensati di preparare alcuni video, creati in modo molto amatoriale, per poter continuare la nostra pratica insieme.
Grazie alla tecnologia, a youtube, a facebook, a sktpe, possiamo continuare a mantenere vivo il filo della pratica condivisa.
Cercheremo di aggiung
ere nuovi video con cadenza settimanale.
Buona pratica a tutti!

lotus
- Mudra: il termine comprende una serie abbastanza varia di azioni, per esempio anche alcune asana, come maha-mudra, sono chiamate così, ma per "mudra" si intendono principalmente alcuni gesti che si fanno con le mani e con le dita, che hanno sia la funzione di indicare un'attitudine del praticante, uno stato che ha raggiunto o a cui vuole tendere, e poiché le mani sono strettamente legate al cervello, creano un'immediata relazione tra la postura delle mani e lo stato della mente. Nella danza tradizionale Bharatanatya, il corpo e le mani delle danzatrici raccontano delle storie, creando attraverso i gesti delle frasi, con verbi, nomi, addirittura avverbi. Nello yoga le posture delle mani indicano spesso i nomi di dei, saggi, parti del corpo (cuore, mente) o stati della mente (silenzio, meditazione...)
 
mudra
gayatri
 
- Mantra: c'è addirittura una branca particolare dello yoga che si occupa del mantra, il mantra yoga, appunto.
Man-tra significa letteralmente "strumento per la mente". Queste tecniche hanno vari scopi: la concentrazione della mente principalmente, ma anche aspetti mistici, magici, religiosi, che vanno al al di là degli scopi della nostra pratica. Per noi lo scopo principale del mantra è quello di concentrarsi su un oggetto (il suono, appunto) e abbandonare tutti i pensieri che distraggono la mente. I mantra possono essere ripetuti (tradizionalmente 108 volte), recitati, cantati, ripetuti nel silenzio,   nel respiro stesso (ajapa mantram).
- Meditazione: la meditazione è il termine del cammino dell'astanga yoga (lo yoga dalle otto membra), in cui gli ultimi tre gradini sono proprio concentrazione (dharana), contemplazione (dhyana), meditazione (samadhi). Naturalmente il percorso tradizionale è estremamente arduo, ma gli esercizi che proporremo sono piuttosto semplici. Alcune pratiche serviranno realmente a ridurre il carico mentale e la sua distrazione, concentrandosi sul respiro, o su alcuni sentimenti (come benevolenza, compassione, ecc.); altri saranno semplici esercizi di visualizzazione e concentrazione.



lotus

Mudra

mudra1
 
Le mudra possono essere eseguite sia singolarmente (come le asana), per rappresentare e perfezionare alcuni aspetti particololari della pratica, quali la concentrazione, o l'apertura del cuore; ma possono anche essere eseguite in sequenza, mantenendo ancora il parallelismo con le asana.
Le mudra hanno una grande importanza sia dal punto di vista simbolico che di unione con la mente. Unire le mani è uno dei metodi più efficaci per raccogliere le energie, concentrarsi, ridurre l'intensità dei movimenti mentali, creando una condizione di silenzio e raccoglimento, uno stato che introduce alla meditazione.



Sequenza alla Terra
: aiuta a riportare l'attenzione allaTerra, all'ascolto dell'interno di noi stessi, allequilibrio tra il nostro aspetto femminile e maschile.

          Esecuzione                   Spiegazione delle mudra


Sequenza per la meditazione: una sequenza di mudra che che ci introduce alla meditazione, riportando l'attenzione al silenzio, al cuore, a offrire a noi stessi e agli altri il frutto della nostra pratica.

          Esecuzione                   Spiegazione delle mudra


Le principali mudra legate ai simboli dello yoga:  una serie di mudra che esprimono la consapevolezza, la purezza del loto, le principali divinità hindu e due elementi cosmici simboli del femminile e maschile: la Luna e il Sole.

          Esecuzione    

mudra2

 


Mantra


  In questa sezione troverete dei semplici mantra, alcuni che possono cantati, altri recitati (tradizionalmente, 108 volte.
Sono brevi frasi in sancrito, la lingua degli antichi brahmani. Noi occidentali spesso desideriamo conoscere il significato di quello che recitiamo, è naturale, fa parte della nostra cultura. Però siamo invitati, almeno all'inizio, a concentrarci principalmente sul suono, sulla vibrazione (spanda).
Perchè è la vibrazione che risuona dentro di noi, e ci aiuta a liberare la mente.
Siamo invitati anche a fare un piccolo sforzo, e cercare di imparare i, mantra ascoltandoli, invece che cercare subito il testo, per ripeterlo più facilmente. Questo piccolo sforzo ci aiuterà a entrare in contatto più profondo con il mantra stesso, e farlo realmente nostro.

Gayatri mantra. Per chi pratica lo yoga è forse il mantra principale, quello che gli yogin cantano da millenni all'alba, prima di eseguire Surya namaskar, il saluto al sole. Nella versione tradizionale, del grande maestro indiano Ravi Shankar.



Asato ma sat gamaya.
Tratto da alcuni versi della Brihad-aranyaka Upanishad, questo inno invita ad abbandonare l'illusione, l'oscurità, la morte (dello spirito) per seguire la via della liberazione. Sempre nella versione di Ravi Shankar.



Purnamadam purnamidam.
Antico mantra vedico, tratto dalla Isha Upanishad, è un'invocazione alla pace.  E' uno dei mantra principali, e viene cantato prima di iniziare lo studio dei testi delle Upanishad. Nella versione di Nirvanananda.
            

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Govinda Hare. Un mantra classico della tradizione Vishnuita. Govinda è una divinità molto amata in India., protettore degli armenti. Esso è cantato da un maestro americano, Krishna Das.



Om namo Baghavate.
Altro mantra della corrente devozionale Vaishnava. In questa tradizione, Vasudeva è il padre di Krishna (avatar di Vishnu), Balarama, Subhadra. Interpretato da Krishma Das.



Lokah samastah
. Un mantra molto breve, di un solo verso, am di significato beneaugurante, che tutti possano essere felici e io possa contribuire a questo scopo.  Cantato da Nirvanananda.
            

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Meditazione, concentrazione e visualizzazione


  Ci sono tantissimi tipi di meditazione, ma quelle legate allo yoga, hanno uno scopo preciso; calmare i vortici della mente (ossia il suo contenuto, sotto forma di pensieri, giudizi, emozioni che continualemte la tengono in movimento).
Questi vortici, questa irrequietezza, è alla base della nostra continua insoddisfazione e, in ultima analisi, della sofferenza.

Quando finalmente ci si ferma, e si porta la propria attenzione al corpo, al respiro, alla mente, allora si ha la possibilità di ridurre, rarefare quessi "vortici" e sperimentare, almeno per qualche attimo o qualche munuto, maggiore equilibrio, gustare il silenzio che dona tranquillità e serenità.

Allora, perché non provare?

Introduzione alla meditazione 1: una  breve introduzione alla meditazione, (circa 8 minuti) che cerca di dare una risposta alle domande: perchè meditare? e come meditare?

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Introduzione alla meditazione 2:
questa seconda introduzione è un po' più tecnica, e cerca di spiegare  i passaggi dello yoga tradizionale (raja yoga o astanga yoga) che precorrendo 8 gradini accompagnano da una pratica etica, alle asana e su, fino ai vari livelli di meditazione

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Meditazione guidata n. 1: una prima meditazione, di circa 15 minuti che dà alcune indicazioni sulla postura, e poi l'ascolto di tre aspetti fondamentali di noi stessi: il corpo, il respiro, la mente. La sua struttura permette anche di estrarne alcune parti, se siamo principianti o abbiamo poco tempo.

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campane

nuvola

 


La nuvola. Questa è allo stesso tempo una visualizzazione e una concentrazione. A volte siamo turbati da emozioni e sentimenti che ci procurano sofferenza. Una semplice pratica per individuarle, riconoscerle e... lasciare andare. La pratica dura circa 13 minuti.

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La lavagna. Anche questa è una visualizzazione che richiede una concentrazione un poco più intensa della meditazione precedente, perché l'oggetto non è scelto da chi pratica, ma è dato. Come la precedente, questa visualizzazione aiuta a superare delle emozioni negative, come la paura o altri sentimenti che generano sofferenza. Durata: 10 minuti circa.

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